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vie dell'arte contemporanea

VARCO implementa la comunicazione di eventi e riflessioni legati alle arti ed ai linguaggi performativi contemporanei

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varco

Festival Eterotopie

Festival “Eterotopie, altri luoghi” - Palazzo Te – Mantova

2/5 settembre 2009



L’arte contemporanea prende vita, ancora una volta, nella cornice antica di Palazzo Te di Mantova, dove dal 2 al 5 settembre 2009 torna il Festival “Eterotopie, altri luoghi”, 6a edizione.



Anche quest’anno “suono danza parola video” sono le parole chiave per esplorare le arti contemporanee attraverso una rassegna che si configura come una piattaforma intermediale in cui interagiscono i… Continua

Post aggiunto da varco il 22 Agosto 2009 alle 11:11

Leonardo Zunica

Progetto LAB.COM - i laboratori di Diabolus in Musica

Si stanno per chiudere le iscrizioni per i primi due corsi multimediali organizzati da Diabolus in Musica e festival Eterotopie, altri luoghi per il progetto LAB.COM.



Ricordiamo che i corsi sono gratuiti e riservati a giovani con massimo 35 anni di età.



Per informazioni e iscrizioni:

segreteria@labcomgiovani.it

Tel. 3393238479





Laboratorio multimediale di creazione audio-video e tecniche della… Continua

Post aggiunto da Leonardo Zunica il 16 Aprile 2009 alle 16:36

transatlantico

Verona Contemporanea on line

Ecco il sito di Verona Contemporanea, rassegna sulla musica del nostro tempo, organizzata dalla Fondazione Arena.

Post aggiunto da transatlantico il 5 Marzo 2009 alle 12:21 — 1 Commento

Barbara Broz

Salooon - viaggio nella musica contemporanea a ritmo di Rag



“Un cowboy giunge al galoppo in un paesino deserto. Si ferma. Solo il vento, il sole e le case vuote ad accoglierlo.

Un leggero vociare proveniene dal saloon ed egli decide di entrare.

Saliti i gradini di legno, oltrepassata la soglia,

vede aprirsi davanti a sé un mondo nuovo.”



"Salooon" è uno spettacolo ideato e strutturato per il Trio da Barbara Broz, nella volontà di proporre al pubblico un panorama di musica… Continua

Post aggiunto da Barbara Broz il 26 Febbraio 2009 alle 14:00

transatlantico

Donne in musica

Segnalo un interessante sito sulle "pari opportunità" nella musica.
www.iawm.org

Post aggiunto da transatlantico il 23 Febbraio 2009 alle 23:33

 

Attività Recenti

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Foto aggiunte da Joyello 19 Mag 2010
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Joyello ha aggiornato la foto del profilo 19 Mag 2010
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Joyello è ora membro di VARCO 19 Mag 2010
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LOOP FESTIVAL VIDEOART BARCELONA alle ore Loop Barcelona, mostre videoart

Anteprima
11 Maggio 2010 presso 19:30 a 22 Maggio 2010 presso 12
EVIDENTEMENTE non l'organizzo io...! se andate a Barcelona in questi giorni e vi piace il videoart, questa é una fiera d andarci.Salutacions des de Girona!Mandarina.Ulteriori informazioni
Evento aggiunto da Mandarina 11 Mag 2010
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5 Mag 2010
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Luna Davin ha lasciato un commento su Davide
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11 Apr 2010

varco - vie dell'arte contemporanea


"Poiché non c’è mai rottura nel senso proprio della parola” (R. Guénon)
“Complexus è ciò che viene tessuto insieme, e il tessuto che deriva dai fili differenti diventa uno” (E. Morin)

L’idea di complessità sfugge al nostro sguardo vigile e riduzionista, mentre si rivela ancora nei nostri sogni. E’ l’ormai antica intuizione freudiana. La complessità può essere com-presa. Ma non ridotta ad una istanza ultima. Può forse essere vista a volo d’uccello. Non già veduta statica e oleografica, appesa al muro, estratta dal tempo, ma dinamica e dialogica, reimmessa nel tempo.

Victor Hugo, in Notre Dame de Paris, sembra essere affascinato dalla complessità, in una veduta in mobilità della città di Parigi e ci rivela un mondo fatto di brulicanti dis-equilibri, funzioni e dis-funzioni, di intrichi, di ingarbugliamenti, quasi una topografia della complessità:

E quando lo sguardo si spingeva oltre quei ponti, i cui tetti apparivano verdi, ammuffiti innanzi tempo per l’umidità, e si volgeva a sinistra verso l’Università, il primo edificio che lo colpiva era un fascio massiccio e basso di torri, il Petit Chatelet, il cui portico spalancato divorava la cima del Petit-Pont; poi chi avesse percorso con lo sguardo, da levante a ponente, lo spazio tra la Tournelle e la Tour de Nesle, sarebbe apparsa una lunga fila di case dalle travi scolpite, dai vetri colorati, che sporgevano di piano in piano sul selciato in un interminabile zigzag di frontoni borghesi, spesso interrotto dallo sbocco di una via e qua e là anche dalla facciata o dall’ angolo di un altro palazzo di pietra, piantatosi là a suo agio con cortili e giardini, ali e corpo di fabbricato, in mezzo a quel popolino ci case strette e meschine, come un gran signore tra un mucchio di bifolchi. (V. Hugo, Notredame de Paris, Parigi a volo d’uccello).
E’ il disordine interno, microscopico, che alimenta l’ordine macroscopico, l’immagine finale.

Nella volontà progettuale che si delinea nell’idea di VARCO (vie dell’ arte contemporanea) vi è la necessità di pensare e quindi progettare secondo parametri che ci paiono molto vicini all’idea di complessità che si è delineata nel campo della ricerca scientifica ed epistemologica negli ultimi decenni. Nell’abbandono cioé di ottiche puramente riduzionistiche, strategiche e finalistiche, verso l’apertura, la presa in considerazione di parametri ologrammatici, in cui ogni parte ha il “patrimonio genetico” del tutto. Ma ci paiono ancora fondamentali alcune considerazioni di carattere generale. La progettazione nell’ambito della complessità, ammesso che sia proponibile il pensare di pro-gettare la complessità, si pone in un orizzonte in cui il limite di colui che agisce (progetta) singolarmente, e quindi la sue qualità intrinseche, individuali, siano possibilmente superate dall’emergenza di proprietà inattese, o non completamente deducibili, risultato dell’interazione, della relazione, positiva e negativa, dei vari singoli individui che progettano. Tale interazione non è da intendersi come assolutamente regolata, in equilibrio, ma operante e vivente anche secondo strutture dis-ordinate e dis-omogenee. Sistemi non-equilibrati danno vita spesso a conformazioni e strutture altamente ordinate, questa è una delle lezioni della fisica contemporanea. Anche se non operiamo nel campo della fisica, vorremmo affiancarci ad esso, e pensare che sono proprio le funzioni che regolano il nostro campo di attività o indagine, che vogliamo lasciar libere di conformarsi, di accoppiarsi, disgiungersi, nascere, morire, in una libertà di movimento, in un sistema aperto in cui opera il concetto di circolarità, di feed-back.
La decisione di utilizzare il plurale, non già Via ma Vie dell’Arte Contemporanea, indica, oltre ad una volontà di apertura, anche la decisione e la sottoscrizione di una imprevedibilità, caratteristica anch’essa dei sistemi complessi. Heinz Von Foerster parlava di macchina non banale, macchina appunto in cui la risposta ad un input era assolutamente imprevedibile. L’imprevedibilità come risorsa. Non vi è una via per affrontare le quotidiane e faticose problematiche progettuali relative al mondo dell’arte e della cultura. L’apertura al molteplice, al dismogeneo è condizione necessaria poiché le soluzioni emergano spontaneamente dalla interazione dei soggetti, quella interazione il cui risultato, come dice Watzlawick, è superiore alla somma delle parti.

BOZZA PROGETTUALE

in construzione...





 
 
 

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