Le pagine del futuristico manifesto
(oltre alle altre) sul cibo lasciano parecchi dubbi ....
Guardate dietro , in prospettiva, visto come andarono le cose nell'Europa di quegli anni, ci viene da stendere un velo pietoso su questi "artisti" che poco avevano della classe dei loro omologhi contemporanei di altri paesi...
(ascoltate i vari musicisti futuristi o comunque anche altri tra il '12 ed il '30 per dire la vostra... Allevi é la versione attuale di tali superficialità probabilmente).
Troverete, l'ingenuo feticismo della modernità meccanica che libera l'uomo dal lavoro con un nuovo "proletariato di macchine" metalliche..., troverete la frenesia isterica tipica anche di un Dalí, di un D'Annunzio...
In substrato, già che parliamo di cucina, un cartesianismo scientifico dove la chimica decide le sorti dell'estetica,
l'efficenza quelle del gusto e cosivvia...
A me ha fatto sorridere rileggerlo, tanto piú che l'ho trovato su un sito di cucina italiota...
anche li va di moda il Futurismo...
Il Futurismo italiano, padre di numerosi futurismi e avanguardisti esteri, non
rimane prigioniero delle vittorie mondiali ottenute 'in venti anni di grandi
battaglie artistiche politiche spesso consacrate col sangue' come le chiamò
Benito Mussolini. Il Futurismo italiano affronta ancora l'impopolarità con un
programma di rinnovamento totale della cucina.
Fra tutti i movimenti artistici letterari è il solo che abbia per essenza l'audacia
temeraria. Il novecentismo pittorico e il novecentismo letterario sono in realtà
due futurismi di destra moderatissimi e pratici. Attaccati alla tradizione, essi
tentano prudentemente il nuovo per trarre dall'una e dall'altro il massimo
vantaggio.
Contro la pastasciutta. Il Futurismo è stato definito dai filosofi 'misticismo
dell'azione', da Benedetto Croce 'antistoricismo', da G. Aranha 'liberazione dal
terrore estetico', da noi 'orgoglio italiano novatore', formula di 'arte-vita
originale', 'religione della velocità', 'massimo sforzo dell'umanità verso la
sintesi', 'igiene spirituale', 'metodo d'immancabile creazione', 'splendore
geometrico veloce', 'estetica della macchina'. Antipraticamente quindi, noi
futuristi trascuriamo l'esempio e il mònito della tradizione per inventare ad ogni
costo un nuovo giudicato da tutti pazzesco.
Pur riconoscendo che uomini nutriti male o grossolanamente hanno realizzato
cose grandi nel passato, noi affermiamo questa verità: si pensa si sogna e si
agisce secondo quel che si beve e si mangia.
Consultiamo in proposito le nostre labbra, la nostra lingua, il nostro palato, le
nostre papille gustative, le nostre secrezioni glandolari ed entriamo
genialmente nella chimica gastrica.
Noi futuristi sentiamo che per il maschio la voluttà dell'amare è scavatrice
abissale dall'alto al basso, mentre per la femmina è orizzontale a ventaglio. La
voluttà del palato è invece per il maschio e per la femmina sempre
ascensionale dal basso all'alto del corpo umano. Sentiamo inoltre la necessità
di impedire che l'Italiano diventi cubico massiccio impiombato da una
compattezza opaca e cieca. Si armonizzi invece sempre più coll'italiana, snella
trasparenza spiralica di passione, tenerezza, luce, volontà, slancio, tenacia
eroica. Prepariamo una agilità di corpi italiani adatti ai leggerissimi treni di
alluminio che sostituiranno gli attuali pesanti di ferro legno acciaio.
Convinti che nella probabile conflagrazione futura vincerà il popolo più agile,
più scattante, noi futuristi dopo avere agilizzato la letteratura mondiale con le
parole in libertà e lo stile simultaneo, svuotato il teatro della noia mediante
sintesi alogiche a sorpresa e drammi di oggetti inanimati, immensificato la
plastica con l'antirealismo, creato lo splendore geometrico architettonico senza
decorativismo, la cinematografia e la fotografia astratte, stabiliamo ora il
nutrimento adatto ad una vita sempre più aerea e veloce.
Crediamo anzitutto necessaria:
a) L'abolizione della pastasciutta, assurda religione gastronomica italiana.
Forse gioveranno agli inglesi lo stoccafisso, il roast-beef e il budino, agli
olandesi la carne cotta col formaggio, ai tedeschi il sauerkraut, il lardone
affumicato e il cotechino; ma agli italiani la pastasciutta non giova. Per
esempio, contrasta collo spirito vivace e coll'anima appassionata generosa
intuitiva dei napoletani. Questi sono stati combattenti eroici, artisti ispirati,
oratori travolgenti, avvocati arguti, agricoltori tenaci a dispetto della
voluminosa pastasciutta quotidiana. Nel mangiarla essi sviluppano il tìpico
scetticismo ironico e sentimentale che tronca spesso il loro entusiasmo. Un
intelligentissimo professore napoletano, il dott. Signorelli, scrive: A differenza
del pane e del riso la pastasciutta è un alimento che si ingozza, non si mastica.
Questo alimento amidaceo viene in gran parte digerito in bocca dalla saliva e il
lavoro di trasformazione è disimpegnato dal pancreas e dal fegato. Ciò porta ad
uno squilibrio con disturbi di questi organi. Ne derivano: fiacchezza,
pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo.
b) Invito alla chimica. La pastasciutta, nutritivamente inferiore del 40% alla
carne, ai pesce, ai legumi, lega coi suoi grovigli gli italiani di oggi ai lenti telai di
Penelope e ai sonnolenti velieri, in cerca di vento. Perchè opporre ancora il suo
blocco pesante all'immensa rete di onde corte lunghe che il genio italiano ha
lanciato sopra oceani e continenti, e ai paesaggi di colore forma rumore che la
radio-televisione fa navigare intorno alla terra? I difensori della pastasciutta ne
portano la palla o il rudero nello stomaco, come ergastolani o archeologi.
Ricordatevi poi che l'abolizione della pastasciutta libererà l'Italia dal costoso
grano straniero e favorirà l'industria italiana del riso. b) L'abolizione del volume
e del peso nel modo di concepire e valutare il nutrimento.
c) L'abolizione delle tradizionali miscele per l'esperimento di tutte le nuove
miscele apparentemente assurde, secondo il consiglio di Jarro Maincave e altri
cuochi futuristi.
d) L'abolizione del quotidianismo mediocrista nei piaceri del palato.
Invitiamo la chimica al dovere di dare presto al corpo le calorie necessarie
mediante equivalenti nutritivi gratuiti di Stato, in polvere o pillole, composti
albuminoidei, grassi sintetici e vitamine. Si giungerà così ad un reale ribasso
del prezzo della vita e dei salari con relativa riduzione delle ore di lavoro. Oggi
per duemila kilowatt occorre soltanto un operaio. Le macchine costituiranno
presto un obbediente proletariato di ferro acciaio alluminio al servizio degli
uomini quasi totalmente alleggeriti dal lavoro manuale. Questo, essendo ridotto
a due o tre ore, permette di perfezionare e nobilitare le altre ore col pensiero le
arti e la pregustazione di pranzi perfetti.
In tutti i ceti i pranzi saranno distanziati ma perfetti nel quotidianismo degli
equivalenti nutritivi.
Il pranzo perfetto esige:
1. Un'armonia originale della tavola (cristalleria vasellame addobbo) coi sapori
e colori delle vivande.
2. L'originalità assoluta delle vivande.
Il Carneplastico. Esempio: Per preparare il Salmone dell'Alaska ai raggi del sole
con salsa Marte, si prende un bel salmone dell'Alaska, lo si trancia e passa alla
griglia con pepe e sale e olio buono finchè è bene dorato. Si aggiungono
pomodori tagliati a metà preventivamente cotti sulla griglia con prezzemolo e
aglio.
Al momento di servirlo si posano sopra alle trancie dei filetti di acciuga
intrecciati a dama. Su ogni trancia una rotellina di limone con capperi. La salsa
sarà composta di acciughe, tuorli d'uova sode, basilico, olio d'oliva, un
bicchierino di liquore italiano Aurum, e passata al setaccio. (Formula di
Bulgheroni, primo cuoco della Penna d'Oca).
Esempio: Per preparare la Beccaccia al Monterosa salsa Venere, prendete una
bella beccaccia, pulitela, copritene lo stomaco con delle fette di prosciutto e
lardo, mettetela in casseruola con burro, sale, pepe, ginepro, cuocetela in un
forno molto caldo per quindici minuti innaffiandola di cognac. Appena tolta dalla
casseruola posatela sopra un crostone di pane quadrato inzuppato di rhum e
cognac e copritela con una pasta sfogliata. Rimettetela poi nel forno finchè la
pasta è ben cotta. Servitela con questa salsa: un mezzo bicchiere di marsala e
vino bianco, quattro cucchiai di mirtilli, della buccia di arancio tagliuzzata, il
tutto bollito per 10 minuti. Ponete la salsa nella salsiera e servitela molto calda.
(Formula di Bulgheroni, primo cuoco della Penna d'Oca).
3) L'invenzione di complessi plastici saporiti, la cui armonia originale di forma e
colore nutra gli occhi ed ecciti la fantasia prima di tentare le labbra.
Esempio: Il Carneplastico creato dal pittore futurista Fillìa, interpretazione
sintetica dei paesaggi italiani, è composto di una grande polpetta cilindrica di
carne di vitello arrostita ripiena di undici qualità diverse di verdure cotte.
Questo cilindro disposto verticalmente nel centro del piatto, è coronato da uno
spessore di miele e sostenuto alla base da un anello di salsiccia che poggia su
tre sfere, dorate di carne di pollo.
Equatore + Polo Nord. Esempio: Il complesso plastico mangiabile Equatore +
Polo Nord creato dal pittore futurista Enrico Prampolini è composto da un mare
equatoriale di tuorli rossi d'uova all'ostrica con pepe sale limone. Nel centro
emerge un cono di chiaro d'uovo montato e solidificato pieno di spicchi
d'arancio come succose sezioni di sole. La cima del cono sarà tempestata di
pezzi di tartufo nero tagliati in forma di aeroplani negri alla conquista dello
zenit. Questi complessi plastici saporiti colorati profumati e tattili formeranno
perfetti pranzi simultanei.
4) L'abolizione della forchetta e del coltello
per i complessi plastici che possono dare un piacere tattile prelabiale.
5) L'uso dell'arte dei profumi per favorire la degustazione.
Ogni vivanda (deve essere preceduta da un profumo che verrà cancellato dalla
tavola mediante ventilatori.
6) L'uso della musica limitato negli intervalli tra vivanda e vivanda
perchè non distragga la sensibilità della lingua e del palato e serva ad
annientare il sapore goduto ristabilendo una verginità degustativa.
7) L'abolizione dell'eloquenza e della Politica a tavola.
8) L'uso dosato della poesia e della musica
come ingredienti improvvisi per accendere con la loro intensità sensuale i
sapori di una data vivanda.
9) La presentazione rapida tra vivanda e vivanda, sotto le nari e gli occhi dei
convitati, di alcune vivande che essi mangeranno e di altre che essi non
mangeranno,
per favorire la curiosità, la sorpresa e la fantasia.
10) La creazione dei bocconi simultanei e cangianti che contengano dieci, venti
sapori da gustare in pochi attimi.
Questi bocconi avranno nella cucina futurista la funzione analogica
immensificante che le immagini hanno nella letteratura. Un dato boccone potrà
riassumere una intera zona di vita, lo svolgersi di una passione amorosa o un
intero viaggio nell'Estremo Oriente.
11) Una dotazione di strumenti scientifici in cucina:
ozonizzatori che diano il profumo dell'ozono a liquidi e a vivande, lampade per
emissione di raggi ultravioletti (poichè molte sostanze alimentari irradiate con
raggi ultravioletti acquistano proprietà attive, diventano più assimilabili,
impediscono il rachitismo nei bimbi, ecc.), elettrolizzatori per scomporre succhi
estratti ecc. in modo da ottenere da un prodotto noto un nuovo prodotto con
nuove proprietà, mulini colloidali per rendere possibile la polverizzazione di
farine, frutta secca, droghe, ecc., apparecchi di distillazione a pressione
ordinaria e nel vuoto, autoclavi centrifughe, dializzatori. L'uso di questi
apparecchi dovrà essere scientifico, evitando p. es. l'errore di far cuocere le
vivande in pentole a pressione di vapore, il che provoca la distruzione di
sostanze attive (vitamine, ecc.) a causa delle alte temperature. Gli indicatori
chimici renderanno conto dell'acidità e della basicità degli intingoli e serviranno
a correggere eventuali errori: manca di sale, troppo aceto, troppo pepe, troppo
dolce.
(Pubblicato il 28 dicembre 1930 sulla Gazzetta del Popolo di Torino)

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