Qualche giorno fa all'auditorium di Roma è stato eseguito l'
Helicopter Quartet di Stockhausen, nell'aerea interpretazione del Quartetto Arditti. Grande risonanza mediatica, anche se post-mortem. Ho saputo che uno dei telegiornali nazionali ha definito Stockhausen il "grande compositore dodecafonico". Spia di una consapevolezza storico-musicale completamente disinformata? Ho come la fastidiosa impressione che esiste un immaginario collettivo e popular, in cui modernità ed avanguardia musicale stanno nel contenitore "dodecafonico", cioè quello dell'
altra musica, quella che non si capisce. Rinvio qui alle congetture di Allevi che trovate nei suoi scritti e sostenuti scientificamente nel libro
Armonia Celeste e Dodecafonia di Andrea Frova (per altro pubblicati dall stessa casa editrice).
Qui
trovate uno degli ultimi lavori per pianoforte,
Naturlische Dauern, parte della monumentale opera
Klang.
Certamente non è un opera dedecafonica.
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