
A EAR TO THE EART
THE SECOND EAR TO THE..WORLD
Con la progressiva coscienza del decadimento del nostro pianeta, stiamo assistendo ad un boom di produzioni sonore, manifesti, dichiarazioni di artisti vari,che insistono sul tema dell’Ambiente.
In mezzo a pubblicitá di tisane tibetane prodotte in fabbrica, massaggi energetici, chiromanzia ed astrologie varie,ci troviamo anche i suoni della salute, le vibrazioni curative, i canti armonici, e le musiche del silenzio.
Tutte definizioni ed icone ormai facili da individuare per il consumatore come una marca di sigarette o di profumo.Non metto in dubbio che l’unica maniera di vivere resta quella basata su un’accurata e puntigliosa selezione di ció che é buono in mezzo a montagne di ciarpame, ma ci sono altri commenti che mi stanno a cuore.
Nell’arte sonora si moltiplicano le operazioni che includono i suoni ambientali in una forma o nell’altra.
Electronic Music Foundation di Nuova York propone da un paio di anni a questa parte il progetto Ear To The Eart.
Orecchio alla Terra é un progetto di documentazione.
Troverete se fate una ricerca, suoni di uccelli “che non sentiremo mai piú” perché si sono estinti, registrazioni
nella foresta amazzonica ed in altri luoghi di romantica quasi-verginitá. Commovente e curioso, ma un pensiero mi rode, a questo punto: é registrando queste cartoline sonore che salviamo il pianeta?
EMF quest’anno si stabilirá in un nuovo “oasis” in mezzo alla natura alimentata con pannelli solari,
dove si prevede svolgere un gran progetto di documentazione sonora di questo tipo.
I fondi di finanziamento sono all’altezza evidentemente. Di artisti ce n’é quanti ne volete.
Ma alla Terra cosa gliene f….
Quando il pianeta subirá cambi profondi forse ci ritroveremo chi con un microfono in mano, chi con un paio di cuffie, ascoltando il suono di un uccello estintosi dieci anni orsono?
Forse sarebbe una scena per un film comico questa, ma mi auguro di non vederla mai nella mia vita reale.
Un’orecchio alla terra? L’altro orecchio mi si arrossisce. L’altro orecchio ascolta un’altra musica, quella del mondo degli uomini.
Un’orecchio alla terra e l’altro agli scambi politici, alle guerre concertate dai potenti di ambo le parti a scapito dei deboli, ai consensi e ai fondamentalismi manipolati dal potere mediatico.
Questa gente col microfono parla a milioni di cittadini del mondo, e distrugge il pianeta,
quell’altra col microfono riprende il paesaggio.
Ma siamo impazziti?
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